Curatore: S. Çağatay Özkefeli
Artisti: F. Neriman ŞAİROĞLU
Quando guardate una tela, prima vedete la superficie. Gli strati di pittura, le transizioni tra i colori, il segno lasciato dal pennello. Neriman Şairoğlu, proprio in quel momento, vi pone una domanda: ma cosa c'è dietro la superficie? In un percorso artistico che dura da oltre trent'anni, Şairoğlu ha trasformato la tela da semplice superficie in un sito archeologico dove la memoria viene scavata, dove le emozioni vengono lacerate e portate alla luce. Strappa, raschia, mette in evidenza, copre. Ogni intervento è uno sforzo di raggiungere la terza dimensione; è il desiderio di bucare il muro e attraversarlo. La mostra Ritmo, Lacerazione, Silenzio prende forma attorno a questi tre concetti. Il Ritmo vive nelle pennellate bianche gettate sul rosso e sul nero — quell'equilibrio dinamico in cui il dipinto respira. La Lacerazione è sia un gesto fisico che un grido interiore: la ribellione sulla tela di una donna cresciuta all'ombra di un'autorità, con i segni rimasti dall'infanzia, le parole mai dette. Il Silenzio invece si nasconde nelle opere lasciate senza titolo: un vuoto consapevole lasciato allo spettatore senza suggerimenti, senza imposizioni. La tavolozza di Şairoğlu non è casuale: il rosso porta l'entusiasmo e la violenza, il nero porta la morte e l'infinito. Insieme raccontano la ciclicità della vita — tutto sale, cambia, si purifica e ritorna. Ogni graffio sulla tela è uno strato di questo ciclo: nascita e decadenza, euforia e quiete, ricordo e oblio. Le opere che incontrerete in questa mostra non aspettano solo di essere viste, ma di essere sentite. Le forme organiche nell'astrazione — il fluire ondulato del tessuto, le rotondità e le asperità della natura — portano un'emozione che una pittura piatta non potrebbe mai trasmettere. Con le parole di Şairoğlu stessa: "Se dipingo in modo piatto, non funziona. Quando è così, arrivano le mie emozioni." State guardando le opere di un'artista che, con il suo atelier attivo ininterrottamente dal 1997, ha aperto la strada a decine di artisti, ha fondato la Pura Art Galeri e ha studiato l'arte mondiale museo per museo in un viaggio che da Los Angeles arriva fino a Parigi. Ma l'essenza di tutto questo bagaglio si condensa in tre parole: originalità, sincerità, onestà. Sia per la propria tela che per l'arte stessa. Fermatevi davanti alle opere di Neriman Şairoğlu. Guardate la superficie, poi andate oltre. Perché quei dipinti non cercano di mostrare il visibile, ma l'invisibile.
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