




Incubazione
TR
Il finale del trittico "Trasformazione": la figura che si libera dalle maschere con la sua carnagione fredda come la porcellana e il suo sguardo gelido; con le crepe sul volto e gli occhi privi di iride, purificata, proclama la sua indomabile forza interiore.
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Candan Işık' Altro Da
Quest'opera d'arte non sigilla la fuga dell'individuo dalla pesante pressione delle norme sociali, delle identità imposte a memoria e del mondo esterno; bensì la silenziosa e radicata resistenza che egli porta avanti contro di esse. Questa figura, che volta le spalle allo spettatore, non rappresenta un ritiro passivo; bensì la determinazione di rifiutare tutte le maschere offerte al mondo esterno e di ancorarsi al proprio centro esistenziale.
Le fredde ali blu che ricoprono la schiena non simboleggiano un'anima che si è appena liberata e si leva in volo; bensì uno scudo pesante, rigido e isolante, tessuto per proteggersi dal mondo.
Mentre il tradizionale simbolismo delle ali si concentra sul volare libero, in quest'opera il processo evolve verso una direzione più oscura e scarna:
"Non per volare, ma per erigere un muro invalicabile tra me e il mondo mi sono avvolta in questo guscio. Non sono fuggita, mi sono semplicemente ritirata nella mia oscurità."
La profonda texture bordeaux e rosso sangue dello sfondo rappresenta quel dolore represso dell'anima appena prima che si formi il guscio, il suo conflitto interiore e il potenziale pronto ad esplodere. L'invisibilità del volto è una risposta alla depersonalizzazione creata dalle norme sociali; i capelli rossi sono invece la prima scintilla del fuoco interiore mantenuto vivo sotto quel guscio. Questo pezzo rappresenta quella prima grande fase di incrostazione che darà inizio al rinchiudersi nel bozzolo protettivo (Secondo Pezzo) e al risveglio di porcellana (Terzo Pezzo).
Tecnica mista su tela 120x100
