

Viaggio Vagabondo
TR
₺ 22,000
Barış Gülen' Altro Da
Viaggio Vagabondo è una composizione multistrato di collage e tecnica mista creata unendo strati con diverse texture, colori e materiali.
La parola "vagabondo" nel titolo riassume in una sola parola lo spirito dell'opera. Il vagabondaggio non è mancanza di meta, ma libera circolazione; è l'esperienza del percorso stesso, non della destinazione da raggiungere. Questa composizione porta esattamente la traccia di un tale viaggio mentale — i pezzi si sono trovati non per necessità, ma per una forza di attrazione casuale.
Nella struttura compositiva dell'opera si notano due grandi forme circolari. A sinistra il semicerchio giallo che si eleva su sfondo nero evoca un sole, un punto di orizzonte o un inizio, mentre il semicerchio al centro dove si intrecciano rosso e nero contiene un'energia più oscura, più interiore. Questi due cerchi simboleggiano i due poli del viaggio: l'orizzonte aperto e il viaggio introspettivo. Le barre bianche e nere che si estendono tra i cerchi stanno come un sistema di coordinate ma non indicano esattamente alcun luogo — proprio come l'assenza di mappa del vagabondo.
La palette cromatica riflette una molteplicità consapevole. Giallo, rosso, arancione, blu, blu scuro, nero e grigio; ognuno è come una diversa fermata, un diverso stato d'animo, un diverso ricordo. Particolarmente la coesistenza della texture del pennello sulla superficie rossa dipinta a sinistra con le forme geometriche piatte a destra presenta simultaneamente le dimensioni emotive e oggettive del viaggio. Lo sfondo scuro punteggiato rappresenta il mondo silenzioso e stabile — forse la città, forse la routine — su cui si eleva tutta questa mobilità.
La sovrapposizione di strati fisici e materiali corrisponde formalmente anche alla natura del vagabondaggio. Nessun pezzo si sistema perfettamente, nessun bordo si chiude completamente; tutto è un po' aperto, un po' a metà, un po' in viaggio. Questa incompletezza non è una mancanza, è il viaggio stesso.
Viaggio Vagabondo può essere letto anche come una presa di posizione contro la corsa frenetica della vita moderna focalizzata sull'obiettivo. L'opera fa la difesa silenziosa ma decisa del partire senza conoscere la destinazione, del lasciarsi prendere dalle attrazioni momentanee e del trovare un significato in questa libertà. Il viaggio non è finito — e forse non finirà mai.