
Paura 2
TR
Acrilico su pannello di legno
₺ 50,000
Ekim Mağden' Altro Da
ABSTRACT GRAFFITI
Questi lavori figurativi, che chiamo Abstract Graffiti, costituiscono una pratica pittorica che esplora la relazione tra gesto, corpo, ripetizione, superficie urbana e identità visiva. I lavori ricostruiscono su pannello di legno un linguaggio visivo appartenente allo spazio pubblico, mettendo a confronto l'azione diretta e personale del marchio graffiti con la concezione storica del gesto nella pittura.
Le superfici che creo con colori acrilici su pannelli di legno non vengono trattate come semplice sfondo di un'unica immagine, bensì come palinsesti stratificati e in continua trasformazione. La sovrapposizione di colori diversi, il loro coprirsi a vicenda, il rendersi visibili e il cancellarsi parzialmente evocano la memoria visiva di muri urbani dipinti, consumati e riscritti più volte nel tempo. La superficie cessa così di essere un piano passivo della pittura e diventa uno spazio attivo che porta con sé il proprio passato, sul quale si aggiungono nuovi segni.
Il pennarello acrilico tag che utilizzo su questa superficie libera la linea dall'essere un semplice contorno. Mentre traccio i confini delle figure, cerco di non sollevare la mano il più possibile, seguendo la continuità e il ritmo di un'azione tag. Non "disegno" figure prestabilite nel senso tradizionale; stabilisco una relazione diretta tra il movimento della mano e l'emergere della figura. Per questo motivo la linea è, prima ancora che uno strumento di rappresentazione, una traccia corporea, un gesto e un registro d'azione.
Questo approccio entra in dialogo con la concezione gestuale di Jackson Pollock, che trasforma la superficie pittorica in uno spazio del movimento corporeo, e con l'eredità storica del linguaggio di segni, scritture, figure e disegno diretto di origine stradale di Jean-Michel Basquiat. L'obiettivo qui, tuttavia, non è riprodurre il linguaggio visivo di questi artisti, ma ripensare le radici azionali comuni del gesto astratto-espressionista e del tag graffiti all'interno di un sistema figurativo contemporaneo.
Man mano che la linea si ripete, le figure si moltiplicano. Volti, corpi e forme organiche che emergono fianco a fianco, sovrapposti e intrecciati tra loro non sono mai del tutto identici l'uno all'altro. Le figure affini che derivano le une dalle altre si comportano come variazioni e mutazioni visive. La figura singola perde progressivamente importanza; al suo posto subentra un corpo collettivo, una folla anonima o un organismo che si moltiplica al proprio interno. Il ravvicinarsi di forme che evocano l'umano e l'animale rende ancora più indefiniti i confini fissi e certi dell'identità.
Qui si trasforma anche la qualità di "firma" del graffiti. Il tag è normalmente l'azione con cui l'artista rende sé stesso visibile nello spazio pubblico, un modo di dire "ero qui". Nella mia pratica, invece, questo segno personale si moltiplica con la ripetizione, si trasforma nel confine della figura e alla fine inizia a sciogliere l'identità individuale all'interno di una folla visiva anonima. La firma si trasforma da identità in motivo; da motivo in corpo; da corpo nuovamente in segno.
Lo spazio colorato e privo di motivi che lascio intorno alle composizioni costituisce un secondo contesto di questa trasformazione. Quest'area, che funziona come una sorta di passe-partout, allude a un frammento di muro strappato dalla strada o alla ri-contestualizzazione in galleria di una superficie pubblica. Il lavoro si posiziona così al confine tra spazio pubblico e spazio artistico istituzionale, tra segno libero e oggetto d'arte incorniciato.
Abstract Graffiti, in questo senso, va oltre l'essere una serie che trasporta l'estetica graffiti nella pittura. I lavori indagano come il gesto produca un'identità, come la ripetizione trasformi l'individualità e come i segni lasciati su una superficie si trasformino in una memoria visiva.
Le figure che ne risultano non sono né semplici ritratti né semplici motivi. Sono organismi visivi formati dalla sovrapposizione di corpo, segno, memoria e movimento. La pittura si trasforma qui da rappresentazione di un'immagine in registro di un continuo processo di divenire che si svolge su una superficie.
