
Vrikshasana in un Cubo Giallo (Fotografia Concettuale)
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Dichiarazione dell'Artista - dalla Serie Archivio & Origini
Fondendo arte performativa, filosofia yoga e fotografia, questo autoritratto concettuale rappresenta una pietra miliare della Serie Archivio & Origini. Avvolta in un vivace abito blu, la figura dell'artista esegue Vrikshasana (La Posa dell'Albero) all'interno di una stanza gialla perfettamente cubica. Questa giustapposizione crea un potente dialogo cromatico complementare in cui il blu celestiale della figura interagisce con i confini rigidi del cubo giallo. Mentre il corpo imita la geometria organica di un albero, allungandosi verso l'alto per formare un asse verticale di puro allineamento, la composizione bilancia lo sforzo fisico con un'assoluta quiete mentale. Si presenta come una meditazione minimalista, basata sull'obiettivo, sulla teoria del colore, sulla consapevolezza e sulla ricerca di un'esistenza sacra ed equilibrata all'interno di uno spazio moderno circoscritto.
€ 1,500
Özlem Bulkan' Altro Da
La mia pratica artistica è un'esplorazione continua del confine, dell'equilibrio e della trasformazione dello spazio attraverso la coscienza umana. Lavorando con fluidità attraverso molteplici discipline—tra cui inchiostro monocromo, pastelli morbidi, fotografia concettuale e performance—indago le fragili soglie dove si incontrano forze contrastanti: la terra e i cieli, la geometria rigida e il flusso organico, la memoria storica e la presenza immediata. Radicato in un viaggio intuitivo che dura tutta una vita e che è iniziato nella mia prima giovinezza, il mio lavoro fa da ponte tra le favole di antiche civiltà come i Minoici e l'isolamento austero e silenzioso degli archivi della pandemia moderna. Che si tratti di seguire la quieta tensione delle barche a vela su una riva monocroma, di mappare i confini filosofici del pensiero platonico e aristotelico attraverso campi di colore, o di modellare attraverso la performance l'allineamento del corpo umano come asse vivente all'interno di una rigida stanza cubica, cerco di eliminare il disordine narrativo. Il mio obiettivo è catturare il momento esatto in cui il tempo si ferma, invitando lo spettatore in uno spazio minimalista e sacro di profonda immobilità e contemplazione consapevole.